Questi autoritratti nascono dal mio incontro solitario con le eroine della tragedia greca. Le ho conosciute per la prima volta sui libri, e le ho sentite subito vicine non solo a me, ma a tutte le donne, di ogni epoca: Ho deciso di trovarle nuovamente davanti all'obiettivo, preparando un posto per loro, vicino alla finestra di camera mia, per dare loro un volto. Medea, Alcesti, Ecuba, Cassandra, sono innanzitutto madri, figlie, sorelle prima che assassine, schiave o maghe. La tragedia che voglio raccontare è quella umana, non eroica: la perdita di un figlio, la solitudine dell'adolescenza, il sacrificio d'amore. Sono donne prima che eroine e vivono una storia che ci riguarda tutti.
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celeste,
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